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Utilizzare l'energia primaria PASE come strumento di communication marketing


Chiara Franchi - Una persona che osserva da una finestra del mondo. É un'immagine silenziosa, colorata dalla forte interpretazione del proprio vissuto.

Non si può costruire una performance sui punti deboli, ma solo su quelli forti”, Peter Ferdinand Drucker economista e saggista austriaco.


Il mio spassionato, gratuito e tra i più importanti consigli è: prima di iniziare un progetto, una campagna, un sito, una brochure o qualsivoglia attività relativa al communication marketing, cioè a qualsiasi attività che annunci al mondo il tuo Brand, le tue attività e le tue offerte è conoscere il proprio cliente. Conoscere la persona che è disposta ad acquistare le nostre offerte e condividere il nostro Know-How.

Da quale energia primaria è mossa? È la stessa da cui siamo mossi noi? È un’energia che ne condivide gli schemi o le finalità? È un’energia che non è vicina al nostro prodotto/servizio?

Avvicinare l’energia del marketing PASE del cliente a quella del prodotto/servizio offerto vuol dire conoscere la personalità del cliente e gestire il processo d’acquisto subconscio ed utilizzare il neuromarketing.

Come? Dovresti proporre ai tuoi clienti prodotti che abbiano la loro stessa scala dei valori. Così facendo farai combaciare le energie del cliente con quelle offerte dal tuo Brand, la comunicazione sarà diretta a loro quindi con una più alta probabilità di buona presa, a livello subconscio, sul cliente finale.


Il ruolo dei professionisti del marketing non è questo?

Ottenere risultati maggiori, spendendo meno.


Facciamo un esempio pratico: se vendessi un corso di economia aziendale, l’energia primaria principale dei miei clienti probabilmente sarà pratica. L’economia aziendale è qualcosa che va fatta in modo sistematico, con tabelle, schemi, formule. Per il mio cliente mosso dall’energia pratica dovrò progettare un corso ricco di informazioni, tabelle e grafici. Far vedere statistiche e case history reali e tangibili per lui, proporre ogni aspetto in modo logico-razionale, utilizzare colori freddi.

Sarà più indicato seguire bias cognitivi come la comparazione, la reciprocità, l’incongruenza e l’accessibilità.

Se proponessi la stessa impostazione di corso ad un mio cliente mosso da una forte energia d’azione ed una bassa energia pratica (raro ma non impossibile), si annoierebbe ed avrà una più alta probabilità di non acquistare il corso o di abbandonarlo e di fare cattiva pubblicità.


Conoscere il proprio target, pubblico o cliente è l’ingrediente principale per una buona riuscita sia imprenditoriale che di comunicazione in tutti i segmenti di mercato.



Ci leggiamo presto!

Chiara


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